claudia-psicologa-claudia-psicologa-claudia-psicologa-claudia-psicologa-
  • HOME
  • CLAUDIA
  • SERVIZI
  • BLOG
  • CONTATTI
17 Giugno 2020

Cosa succede al cervello quando invecchia

“Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare.”

Rita Levi-Montalcini

Ciao! In questo articolo vorrei spiegarti che cosa accade al cervello quando invecchiamo, quali sono le abilità che si mantengono e quali invece quelle che declinano.

Come tutte le altre componenti del nostro corpo anche il cervello invecchia nel tempo. Tra i 35 e i 75 anni in assenza di patologie cerebrali il nostro cervello arriva a perdere fino al 10% del suo peso.

Nel cervello che invecchia ci sono numerosi cambiamenti che riguardano le cellule che fanno funzionare il nostro cervello: ad esempio i collegamenti tra i neuroni degenerano e i neuroni stessi vengono rimpiazzate da cellule che sono “sostitutive” ma che non sono altrettanto efficienti.

Prima di spiegarti cosa succede nell’ invecchiamento normale del cervello di una persona, vorrei parlarti di due forme di intelligenza che ci aiuteranno a capire come invecchia il nostro cervello: l’intelligenza fluida e l’intelligenza cristallizzata.

L’intelligenza fluida permette di adattarsi a situazioni nuove, a nuovi problemi e alla costruzione di inferenze. Questo tipo di intelligenza comprende abilità come il ragionamento, la logica, la memoria di lavoro e la velocità di elaborazione.

L’intelligenza cristallizzata si basa, invece, sulle conoscenze e le capacità acquisite con l’esperienza, strettamente legate alla cultura.

Mentre l’intelligenza fluida dipende maggiormente da fattori biologici e fisiologici, l’intelligenza cristallizzata dipende da fattori culturali ed esperienziali.

Per questo motivo i due tipi di intelligenza seguono due traiettorie differenti con l’invecchiamento: l’intelligenza fluida subisce un declino mentre l’intelligenza cristallizzata rimane stabile o addirittura aumenta.

Queste ricerche ci consentono di affermare che l’invecchiamento normale non implica un indebolimento del sistema cognitivo in senso globale, ma influenza alcune abilità più di altre.

Solo in tarda età il declino diventa più generalizzato, procedendo parallelamente a un invecchiamento del corpo.

Ci sono quindi una serie di funzioni cognitive che risultano compromesse dall’invecchiamento normale del cervello, di seguito te ne riporterò alcune.

In generale, l’anziano mostra difficoltà nei casi in cui c’è una mole sostenuta di informazioni da elaborare in particolare quando c’è un limite di tempo. Come ho spiegato prima le cellule sostitutive non sono efficienti tanto quanto i neuroni.

Una delle funzioni cognitive che si deteriora con l’invecchiamento è la velocità di elaborazione, ovvero capacità di svolgere compiti cognitivi velocemente, processando in modo rapido le informazioni.

Altre abilità sono quelle logiche e di ragionamento ovvero quelle capacità che ci permettono di cogliere relazioni tra gli elementi e di risolvere i problemi.

La memoria di lavoro è il sistema di memoria che consente di mantenere attive le informazioni per poter svolgere operazioni mentali più complesse. Ad esempio, utilizziamo la memoria di lavoro quando dobbiamo memorizzare un numero di telefono prima di comporlo sulla tastiera. Anch’essa si deteriora con l’invecchiamento insieme all’attenzione alternata (tipo di attenzione che consente di passare rapidamente da un compito all’altro).

Ci sono invece delle abilità che si mantengono nell’invecchiamento:

  • - La conoscenza dei vocaboli
  • - La memoria semantica: la parte di memoria che si occupa di mantenere le conoscenze generali sul mondo
  • - La memoria procedurale: ovvero la parte di memoria che ci consente di ricordare come andare in bicicletta o come allacciarsi le scarpe
  • - L’attenzione selettiva: la capacità di mantenere l’attenzione su un compito specifico.
Annotazione 2020-06-17 094551

Vorrei concludere ricordando che l’invecchiamento normale del cervello non porta alla demenza. Non è che inevitabilmente invecchiando andiamo incontro a patologie di tipo dementigeno. Certo, il nostro cervello invecchia come invecchia anche il resto del nostro corpo ma, grazie alle 10 regole per un invecchiamento sano possiamo mantenere in allenamento il nostro cervello e far sì che resti “giovane” per più tempo mantenendo quindi un funzionamento migliore.

  • - Potenziamento cognitivo individuale: posso aiutarti a potenziare le tue abilità cognitive attraverso esercizi studiati e appositamente calibrati sulle tue esigenze;
  • - Riabilitazione cognitiva: nel caso di deficit cognitivi già esistenti, dopo una valutazione, costruiremo insieme una strategia di intervento per raggiungere obiettivi che sono rilevanti per te e la tua famiglia. Allo stesso tempo, ove possibile, si possono potenziare le abilità residue;
  • - Stimolazione cognitiva di gruppo: in questo caso gli esercizi vengono svolti in piccoli gruppi in modo da allenare il cervello ma anche favorire la socializzazione.

Se hai bisogno di qualsiasi chiarimento scrivimi, cercherò di risponderti nel minor tempo possibile. Se questo articolo ti è stato utile lasciami un commento e/o condividilo!

condividi
Claudia Cerutti
Claudia Cerutti

Related posts

neuroni
13 Ottobre 2021

Le fasi della malattia di Alzheimer


Read more
18 Aprile 2021

Comportamenti sessuali inappropriati nelle persone con demenza


Read more
18 Dicembre 2020

L’attività motoria aberrante


Read more

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Contatti

Tel

+39 350 112 0291

E-mail

info@claudiaceruttipsicologa.it

Studio

Carpenedolo

© 2024 Dott.ssa Claudia Cerutti Psicologa | P.IVA 04166850984 | Tutti i diritti riservati. | Privacy policy | Cookies Policy
      1
      Powered by Joinchat
      Ciao!
      Come posso aiutare?
      Apri la chat