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18 Marzo 2021
“Aveva invertito il giorno con la notte, io non riuscivo più a lavorare e a vivere, non dormivo mai..."

La figlia di una persona con demenza

Ciao! In questo articolo vorrei parlarti dei disturbi del sonno nella persona con demenza.

L’alterazione del ritmo sonno-veglia è un disturbo del comportamento che mette a dura prova i conviventi. Spesso la persona con demenza tende a dormire di giorno e stare sveglia di notte, durante la quale risulta inoltre molto attiva. Può capitare infatti che si alzi, si vesta e chieda di fare alcune attività che normalmente svolge di giorno. In alcuni casi invece, la persona non dorme né di giorno né di notte, causando non pochi problemi ai caregiver.

I “disturbi del sonno” vanno distinti dal normale “cambiamento del sonno” tipico degli anziani. Dobbiamo infatti ricordare che gli anziani hanno bisogno di meno ore di sonno rispetto agli adulti o agli adolescenti. Inoltre, questi disturbi possono essere un effetto collaterale di alcuni farmaci come ad esempio gli SSRI (farmaci utilizzati per l’ansia e la depressione ne sono un esempio).

Escludendo questi fattori, la causa potrebbe essere l’alterazione dei centri nervosi dovuti alla demenza.

Questi disturbi possono comparire precocemente, ma in genere caratterizzano le fasi intermedie della malattia.

Per poter risolvere alcune delle cause determinanti, dobbiamo fare attenzione a risolvere alcuni semplici problemi dei nostri cari:

  • Dobbiamo escludere le cause organiche come gli squilibri elettrolitici, glicemia, infezioni urinarie o la presenza di dolore;
  • Evitare i sonnellini durante il giorno;
  • Assicurare una camera da letto tranquilla e confortevole (attenzione agli specchi, potrebbero far spaventare la persona e far partire allucinazioni e deliri);
  • Evitare l’assunzione serale di composti stimolanti come caffè, tè e tabacco;
  • Prima di andare a dormire non stressarli. È meglio svolgere attività tranquille prima di andare a letto;
  • Evitare di metterli a letto molto presto o lasciarli per lungo tempo a letto alla mattina;
  • Durante il giorno stimolare l’attività fisica (portare a fare passeggiate, fare ginnastica etc.).

Nei casi in cui il disturbo dovesse persistere è fondamentale contattare il medico in modo che possa modificare la terapia.

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Claudia Cerutti
Claudia Cerutti

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